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Campanili Liguria Genova
Natività di Maria SS.ma di Valleregia - Serra Riccò (Genova)
S. Antonino di Casamàvari - Genova
S. Antonio di Boccadasse - Genova
S. Cipriano - Serra Riccò (Genova)
S. Cosimo di Struppa - Genova
S. Giovanni Battista di Aggio - Genova
S. Giovanni Battista di Marsiglia - Davagna (Genova)
S. Lorenzo di Orero - Serra Ricco' (Genova)
S. Maria Assunta di Apparizione - Genova
S. Maria Assunta di Serra - Serra Riccò (Genova)
S. Maria di Quezzi - Genova
S. Martino di Struppa - Genova
S. Michele - Pieve Ligure (Genova)
S. Michele di Clavarezza - Valbrevenna (Genova)
S. Nicola di Bari di Dercogna - Davagna (Genova)
S. Pietro di Fontanegli - Genova
S. Pietro di Sturla - Carasco (Genova)
S. Rocco di Pedemonte - Serra Riccò (Genova)
S. Salvatore di Cogorno - Cogorno (Genova)
S. Siro di Struppa - Genova
S. Stefano - Casella (Genova)
Il campanile è il luogo dove l’arte prende forma grazie alle melodie e di conseguenza all’arte del campanaro.
La salita al campanile è il preludio all’arte che prenderà forma; questo contesto riveste quindi particolare importanza nella concezione delle melodie e nell’elaborazione musicale.
Le porte, le rampe di scale, l’orologio, le corde che arrivano sino in fondo ed accompagnano la salita, sono un tutt’uno con le melodie, delle quali sono unico preludio e ultima fonte di ispirazione; chiusa la porta di accesso al campanile si entra per così dire in un altro mondo, fatto oltre che di materia, anche di odori e di colori unici.
Ogni modifica di questo ambiente da parte dell’uomo porta, a volte, ad una conseguente alterazione dell’aspetto musicale. In modo più o meno marcato questi interventi agiscono sull’arte che verrà o meno prodotta su quel campanile, ferma restando la necessità del campanile di produrre suoni che fungano da avvisi per eventi quotidiani della chiesa collegata. Un esempio per tutti è la tradizione del suono dell’Angelus al calare del sole: con l’automazione molto spesso non vengono più tenute in considerazione le variazioni di orario del tramonto.
Gli esempi di tali modifiche sono davanti agli occhi (e nelle orecchie) di tutti: si va dai campanili “virtuali” (le campane registrate altrove e diffuse con altoparlanti), alle campane automatizzate (il sistema a telebattente, che percuote la campana dall’esterno anziché con il battaglio dall’interno, unito spesso al sistema motorizzato delle ruote per il suono a distesa) alla soppressione delle rampe di accesso alla cella.
2006 © Alessandro Tubaro - Tutti i diritti riservati